
Negli anni ’80 il mondo custom cambiò radicalmente..
I chopper estremi lasciarono spazio a una nuova filosofia: il Fat Bob.
Serbatoi più imponenti, retrotreni muscolosi, ruote anteriori da 21 pollici.
Moto più aggressive, ma anche finalmente più guidabili e performanti.
In Europa questa rivoluzione trovò terreno fertile.
Le gomme posteriori sempre più larghe diventarono il simbolo di un’epoca: lo stile tedesco conquistò la scena e nessun softail degno di nota osava più montare pneumatici sotto i 200.
A riportare questa visione oltreoceano furono proprio i customizer europei. L’inglese Exile Cycles incendiò i raduni americani con preparazioni radicali e fuori dagli schemi.
La West Coast raccolse la sfida: Jesse James trasformò quel linguaggio in culto, spingendo sempre oltre il concetto di gomma larga e presenza scenica.
Negli uffici di Jeaneau Avenue qualcuno prendeva nota.
Harley-Davidson rispose nel 2007 con la Night Rod Special. Ma è nel 2015 che rompe definitivamente gli schemi, presentando la moto di serie più radicale mai uscita da Milwaukee: la Harley-Davidson Breakout.
Oggi, nella versione Teal Thunder, con motore 117, pneumatico posteriore da 240 e filtro Screamin’ Eagle di serie, la Breakout non è soltanto una moto.
È il tributo definitivo a quarant’anni di cultura custom, e alla continua ricerca dell’eccesso perfetto.
